PER SAPERNE DI
PIÙ… SULLE FONTI RINNOVABILI
Le fonti rinnovabili
di energia possiedono due caratteristiche fondamentali che rendono
auspicabile un loro maggior impiego. La prima consiste
nel fatto che esse rinnovano la loro disponibilità in tempi
estremamente brevi: si va dalla disponibilità continua nel
caso dell’uso dell’energia solare, ad alcuni
anni nel caso delle biomasse. L’altra è che, a differenza
dei combustibili fossili, il loro utilizzo produce un inquinamento
ambientale del tutto trascurabile. Esistono comunque alcuni limiti
che ne ostacolano il pieno impiego, tra i quali, per esempio, che
per produrre quantità significative di energia, spesso è necessario
impegnare rilevanti estensioni di territorio.
Perché le fonti rinnovabili? Il bisogno di trovare rapidamente
fonti di energia alternative ai combustibili fossili nacque in seguito
alla crisi energetica del 1973, quando i Paesi arabi produttori di
petrolio aumentarono improvvisamente il suo prezzo; di conseguenza
aumentò il prezzo della benzina, dei combustibili per il riscaldamento
e dell’energia elettrica. Contemporaneamente nel mondo della
ricerca crebbe la consapevolezza della esauribilità dei combustibili
fossili. Le fonti “rinnovabili” di energia sono quelle
fonti che, a differenza dei combustibili fossili e nucleari destinati
ad esaurirsi in un tempo definito, possono essere considerate inesauribili.
Sono fonti rinnovabili di energia l’energia solare e quelle
che da essa derivano: l’energia idraulica, del vento, delle
biomasse, delle onde e delle correnti, ma anche l’energia geotermica,
l’energia dissipata sulle coste dalle maree.
Interpelliamo
un installatore per allacciare l’impianto solare
al nostro impianto tradizionale, tenendo presente che è importante
non sovradimensionarlo. Il costo può infatti, aumentare sensibilmente
senza un corrispondente risparmio di energia.
Installare l’impianto solare, o almeno prevederne il montaggio,
al momento della costruzione della nostra casa permette, inoltre,
notevoli risparmi di mano d’opera ed una razionalizzazione
dell’intero impianto di acqua calda.
Con opportune tecnologie è possibile convertire queste fonti
in energia termica, elettrica, meccanica o chimica.
Possiamo, infatti, ricorrere alle fonti rinnovabili:
- Installando impianti solari per soddisfare le nostre esigenze di
acqua calda.
- Installando impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.
- Installando caldaie a biomasse.
- Installando piccoli aerogeneratori per sfruttare il vento.
INSTALLIAMO DEI COLLETTORI SOLARI PER SODDISFARE LE NOSTRE ESIGENZE
DI ACQUA CALDA
Un impianto solare
termico per la produzione d’acqua sanitaria è fondamentalmente
costituito da un circuito primario, realizzato con una tubazione
che assorbe l’energia solare nella forma termica all’interno
del collettore esposto alla radiazione, e da un circuito secondario
a cui il calore viene trasferito
tramite uno scambiatore. Se abitiamo in un edificio dove è possibile
installare un impianto solare monofamiliare, possiamo impiegare,
ad esempio, un
semplice sistema a circolazione naturale. Se abitiamo in un condominio,
l’installazione di un impianto solare centralizzato è possibile,
anche se relativamente più complessa e deve prevedere un collegamento
al sistema convenzionale di produzione di acqua calda.
L’impiego di collettori solari consente di realizzare un risparmio
di energia “tradizionale” che risulta essere, in alcuni
casi, molto consistente in estate e apprezzabile in inverno. Installare
un impianto solare è più conveniente se con questo
sostituiamo, in parte, uno scaldabagno elettrico. La convenienza
diminuisce se ne possediamo uno a gas.
INSTALLIAMO IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA
Un sistema fotovoltaico è in grado di trasformare, direttamente
ed istantaneamente, l’energia solare in energia elettrica senza
quindi l’uso di alcun combustibile. Esso sfrutta il cosiddetto
effetto fotovoltaico, cioè la capacità che hanno alcuni
materiali di generare elettricità se esposti alla radiazione
luminosa. Un sistema fotovoltaico è essenzialmente costituito
da un “generatore”, da un “sistema di condizionamento
e controllo della potenza” e da un
eventuale “accumulatore” di energia, la batteria, e naturalmente
dalla struttura di sostegno.
PER SAPERNE
DI PIÙ… SUGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI
Il generatore
fotovoltaico è costituito da un insieme di
moduli fotovoltaici collegati in modo da ottenere i valori di potenza
e tensione desiderati. I moduli sono costituiti da un insieme di
celle. Le potenze generate da questi dispositivi variano da poche
a diverse decine di Watt, a seconda delle dimensioni e delle tecnologie
adottate. In commercio, attualmente, i più diffusi sono costituiti
da 36 celle di silicio mono e policristallino
disposte su 4 file parallele collegate in serie. Hanno superfici
che variano da 0,5 ad 1 m2. Più moduli collegati in serie
formano un pannello, ovvero una struttura rigida ancorabile al suolo
o ad un edificio. Un insieme di pannelli, collegati elettricamente
in serie costituisce una stringa. Più stringhe, collegate
generalmente in parallelo, per fornire la potenza richiesta, costituiscono
il generatore fotovoltaico.
Il sistema di conversione e controllo della potenza è costituito
da un inverter, che trasforma la corrente continua prodotta dai moduli
in corrente alternata; da un trasformatore e da un sistema di rifasamento
e filtraggio che garantisce la qualità della potenza in uscita.
Trasformatore e sistema di filtraggio sono normalmente inseriti all’interno
dell’inverter. È chiaro che il generatore fotovoltaico
funziona solo in presenza di luce solare.
L’alternanza giorno/notte, il ciclo delle stagioni, le variazioni
delle condizioni meteorologiche fanno sì che la quantità di
energia elettrica prodotta da un sistema fotovoltaico non sia costante
né al variare delle ore del giorno, né ne al variare
dei mesi dell’anno. Ciò significa che, nel caso in cui
si voglia dare la completa autonomia all’utenza, occorrerà o
collegare gli impianti alla rete elettrica di distribuzione nazionale
o utilizzare dei sistemi di accumulo dell’energia elettrica
che la rendano disponibile nelle ore di soleggiamento insufficiente.
Dal punto di vista elettrico non ci sono praticamente limiti alla
produzione di potenza da sistemi fotovoltaici, perché il collegamento
in parallelo di più file di moduli, le “stringhe”,
consente di ottenere potenze elettriche di qualunque valore. Il trasferimento
dell’energia dal sistema fotovoltaico
all’utenza avviene attraverso ulteriori dispositivi necessari
a trasformare la corrente continua prodotta in corrente alternata,
adattandola alle esigenze dell’utenza finale.
LE POSSIBILI APPLICAZIONI DEI SISTEMI FOTOVOLTAICI
* Sistemi isolati (stand-alone): non sono collegati alla
rete elettrica e sono costituiti dai moduli fotovoltaici, dal regolatore
di carica e da un sistema di batterie che garantisce l’erogazione
di corrente anche nelle ore di minore illuminazione o di buio. La
corrente generata dal sistema fotovoltaico è una corrente
continua. Se l’utenza è costituita da apparecchiature
che prevedono una alimentazione in corrente alternata è necessario
anche un convertitore, l’inverter. Sono diffusi soprattutto
nei paesi in via di sviluppo per utenze di carattere rurale che le
utilizzano anche per il pompaggio dell’acqua.
In Italia sono stati realizzati molti impianti fotovoltaici di elettrificazione
rurale e montana soprattutto nel Sud, nelle isole e sull’arco
alpino.
Attualmente le applicazioni più diffuse servono ad alimentare:
- Apparecchiature per il pompaggio dell’acqua,
soprattutto in agricoltura.
- Ripetitori radio, stazioni di rilevamento e trasmissione dati (meteorologici
e sismici), apparecchi telefonici.
- Apparecchi di refrigerazione, specie per il trasporto medicinali.
- Sistemi di illuminazione.
- Segnaletica sulle strade, nei porti e negli aeroporti.
- Alimentazione dei servizi nei camper.
- Impianti pubblicitari, ecc.
* Sistemi
collegati alla rete: sono impianti stabilmente collegati alla rete
elettrica.
Nelle ore in cui il generatore fotovoltaico non è in grado
di produrre l’energia necessaria a coprire la domanda di elettricità,
la rete fornisce l’energia richiesta. Viceversa, se il sistema
fotovoltaico produce energia elettrica in più, il surplus
viene trasferito alla rete e contabilizzato.
Negli impianti integrati negli edifici vengono installati due contatori
per contabilizzare gli scambi fra l’utente e la rete. Un inverter
trasforma l’energia elettrica da corrente continua prodotta
dal sistema fotovoltaico, in corrente alternata. I sistemi connessi
alla rete, ovviamente, non hanno bisogno di batterie perché la
rete di distribuzione sopperisce alla fornitura di energia elettrica
nei momenti di indisponibilità della radiazione solare Attualmente
si vanno sempre più diffondendo, grazie anche agli incentivi
pubblici, piccoli sistemi distribuiti sul territorio con potenza
non superiore a 20 kWp. Gli impianti più diffusi hanno potenze
tra 1,5 e 3 kWp. Questi impianti vengono installati sui tetti o sulle
facciate degli edifici, e contribuiscono a soddisfare la domanda
di energia elettrica degli utenti e generandola nei luoghi stessi
di utilizzo.
- Gli impianti integrati negli edifici: costituiscono una
delle più promettenti applicazioni del fotovoltaico. Si tratta
di sistemi che vengono installati su costruzioni civili o industriali
per essere collegati alla rete elettrica di distribuzione in bassa
tensione. La corrente continua generata istantaneamente ai moduli
viene trasformata in corrente alternata e immessa nella rete interna
dell’edificio utilizzatore, in parallelo alla rete di distribuzione
pubblica. In questo modo può essere, a seconda dei casi, consumata
dall’utenza locale oppure ceduta, per la quota eccedente al
fabbisogno, alla rete stessa.
I moduli fotovoltaici possono essere utilizzati come elementi di
rivestimento degli edifici anche in sostituzione di componenti tradizionali.
A questo scopo l’industria fotovoltaica e quella del settore
edile, hanno messo a punto moduli architettonici integrabili nella
struttura dell’edificio che trovano sempre maggiore applicazione
nelle facciate e nelle coperture delle costruzioni.
La possibilità di integrare i moduli fotovoltaici nelle architetture
e di trasformarli in componenti edili ha notevolmente ampliato gli
orizzonti di applicazione del fotovoltaico e quelli dell’architettura
che sfrutta questa forma di energia.
Un impiego di particolare interesse è rappresentato, infatti,
dalle “facciate fotovoltaiche”. I moduli per facciata
sono composti da due lastre di vetro fra le quali sono interposte
celle di silicio tenute insieme da fogli di resina. La dimensione
di questi moduli può variare da 50x50 cm a 210x350 cm. Poiché tanto
più bassa è la temperatura dei moduli fotovoltaici
durante l’irraggiamento solare, maggiore è il loro rendimento
energetico, le facciate fotovoltaiche trovano la loro migliore applicazione
nelle zone “fredde” delle facciate (parapetti, corpi
ascensore e altre superfici opache) sempre che siano orientati verso
Sud-Est o Sud-Ovest e non si trovino in una zona ombreggiata. L’impiego
di tali moduli fotovoltaici può essere di grande utilità come
schermi frangisole o per ombreggiare ampie zone nel caso delle coperture.
PER SAPERNE
DI PIÙ… SUI SISTEMI FOTOVOLTAICI
Dove e come posizionare
un impianto fotovoltaico? Per ottenere la massima produzione di
energia, in fase di progettazione di un impianto,
bisogna studiare l’irraggiamento e l’insolazione del
sito. Questo consente di decidere l’inclinazione e l’orientamento
della super ficie del dispositivo captante. Per la latitudine del
nostro Paese, la posizione ottimale della super ficie del pannello
risulta quella a copertura dell’edificio con esposizione a
Sud, e con un angolo di inclinazione di circa 20-30° rispetto
al piano orizzontale. Ma anche la disposizione sul piano verticale
del palazzo, cioè in facciata, riesce a conseguire ottimi
risultati. L’importante è, naturalmente, posizionare
il pannello in modo da evitare zone d’ombra.
Le dimensioni
e i costi
La dimensione dell’impianto sarà funzione dell’energia
richiesta. Questa determinerà,
la potenza da installare, il numero di moduli necessari, il costo
del sistema e il
costo del kilowattora elettrico generato. Per confrontare i costi
tra l’energia prodotta
tra la fonte solare e quella tradizionale, bisognerebbe parlare di “valore” dell’energia
piuttosto che di costo: il kWh prodotto con la fonte fotovoltaica
non ha la stessa qualità
di quello delle fonti convenzionali. La produzione di elettricità da
impianti termoelettrici
tradizionali, infatti, è gravata da un costo nascosto, che
viene pagato, spesso
inconsapevolmente, dalla collettività. Bisogna infatti tener
conto dei danni sociali e
ambientali che le forme tradizionali di generazione energetica comportano,
che sono
difficilmente monetizzabili, ma che meritano una più adeguata
considerazione.
I costi di un impianto fotovoltaico sono anche for temente dipendenti
dal tipo di applicazione
e di installazione, e sono in continua evoluzione. Ad esempio, il
costo di realizzazione,
chiavi in mano, di un impianto fotovoltaico connesso alla rete può essere
stimato nell’ordine dei 6500-7000 euro/kWp, dove il valore
superiore si riferisce ad
impianti di piccola taglia e quello inferiore a quelli di taglia
elevata.
Queste cifre possono essere recuperate nel corso degli anni accedendo
ai meccanismi
di finanziamento in Conto Energia, recentemente approvati anche in
Italia, che
pagano i kWh prodotti dal fotovoltaico tre volte tanto rispetto al
normale kWh da
energia fossile.