1. Risparmio energetico nella casa: un interesse comune

2. I consumi e le spese delle famiglie italiane: alcuni dati

3. Proprietari, affittuari e condomini: siamo tutti interessati ad intervenire

4. Interveniamo sul nostro edificio per usare bene l'energia e risparmiare

5. Interveniamo sull'illuminazione e sugli elettrodomes-tici

6. Utilizziamo le fonti rinnovabili di energia

 

RISPARMIO ED EFFICIENZA ENERGETICA IN CASA

6. UTILIZZIAMO LE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA

Collettori solari | Solare fotovoltaico | Caldaie a biomasse | Eolico

INSTALLIAMO CALDAIE A BIOMASSE

Forse ancora pochi, tra utenti, decisori, progettisti, installatori, sanno che dalle biomasse si può estrarre energia direttamente, bruciandole,
oppure indirettamente, trasformandole in modo da ottenere dei combustibili (tramite conversione biochimica, tipicamente fermentazione
di rifiuti organici). Le biomasse, soprattutto quelle di legno, possono essere usate per alimentare impianti per piccole utenze (ad alimentazione manuale, come caminetti, stufe, cucine, generalmente di efficienza non elevata. Gli sviluppi tecnologici degli ultimi anni, finalizzati all’utilizzazione dei combustibili vegetali in impianti di riscaldamento domestici, hanno segnato negli ultimi anni grandi progressi, e hanno raggiunto livelli di efficienza, affidabilità e comfort del tutto simili a quelli degli impianti tradizionali a gas metano o gasolio, favorendo così la riscoperta del valore energetico del legno.
Classificazione delle caldaie

Le principali tipologie di caldaie per la combustione di biomasse per il riscaldamento di piccole utenze possono essere classificate in tre categorie principali a seconda del tipo di combustibile vegetale utilizzato:


- legna da ardere in ciocchi,
- chip di legna o “cippato”
- pellet
- i chips di legna o “cippato” sono pezzi di legna ottenuti frantumando il legname a
macchina, prodotti già da anni dall’industria di lavorazione del legno, con un costo
che varia da 1,5 a 6 euro/q. Bruciare 2,5 Kg di cippato corrisponde a bruciare 1 litro
di gasolio.
- i pellets sono cilindretti, di 5-10 mm di lughezza, formati da segatura pressata,
derivante dai residui della lavorazione del legno, e hanno caratteristiche superiori
rispetto a quelle del cippato e della legna ordinaria. Essi hanno infatti un
maggiore contenuto energetico, minore contenuto di acqua, pezzatura più uniforme
e costante (ne bastano 200 grammi per fare una doccia calda di 4 minuti). Il
loro costo varia tra i 10 e i 20 euro al quintale.
Utilizzare la legna per scaldare gli ambienti, l’acqua sanitaria e cucinare, oltre a “virtuose” interconnessioni con il territorio, presenta indubbi vantaggi economici
I costi d’investimento dei sistemi di combustione a legna risultano essere generalmente
più alti di quelli per impianti a combustibile tradizionale, i costi d’esercizio invece risultano più bassi.

ESEMPIO: tempi indicativi di ritorno di una caldaia a legna rispetto alle soluzioni tradizionali; Facciamo il caso di una caldaia che debba fornire energia per uso riscaldamento e acqua sanitaria pari a 45.000 kWh/anno, avente una potenza pari a 20 kW.

Nelle diverse soluzioni, per far funzionare la caldaia, occorrono:

• caldaia a metano: 4.700 m3/anno di
metano
• caldaia a gasolio: 4.500 litri/anno di
gasolio
• caldaia a GPL: 6.250 litri/anno di GPL
• caldaia a legna: 130 q/anno di legna
da ardere stagionata

Nell’ipotesi che i costi dei combustibili siano pari a:

• metano: 0,52 euro/m3
• gasolio: 0,83 euro/l
• GPL: 0,62 euro/l
• legna da ardere: 11 euro/q

I tempi indicativi di ritorno dell’investimento (tenendo conto di una detrazione IRPEF del 36%) sono:

• legna / metano: 8,2 anni
• legna / gasolio: 3,6 anni
• legna / GPL: 3,4 anni

Per avere ulteriori informazioni in merito alle caldaie a biomasse consultate i seguenti siti:

          

Per avere informazioni sui biocombustibili consultate:

 

 

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Web www.migrans.net
 
 
       
 
Enrico Caprio